venerdì 14 ottobre 2011

Il Jiu Jitsu è Arte. E vi dirò perchè.

Secondo Michelangelo scolpire il David era la cosa più semplice del mondo, bastava prendere un blocco di marmo e togliere tutto ciò che non assomigliava al David. Il David esisteva, già splendido e perfetto nella mente dell'artista, per portarlo nel mondo reale, bastava unicamente un gesto manuale.
Quando Mozart componeva le sue opere, tra la bozza e la versione definitiva non vi era quasi differenza. Il giovane viennese componeva, eseguiva, modificava e valutava l'intera melodia nella sua testa, a quel punto bastava imprimerla in uno spartito.


Questi sono due esempi di due grandissimi personaggi che con la loro arte hanno dato un contributo indelebile alla nostra cultura. Ma cos'è l'arte? Una domanda difficile che apre mille porte, e in realtà precede un altra domanda ben più comune: quando un certo atto può essere definito arte?
Sinceramente non ho una risposta. Non una soddisfacente, quanto meno. E qui tutto il post inizia a perdere di significato. Tento allora di salvarmi in corner: l'arte è espressione. Banale. Ma c'è un fondo di verità. Ci si esprime in mille modi diversi ogni giorno, suonerebbe pretestuoso dire che tutto ciò è arte. Si potrebbe aggiungere che l'arte è un espressione del proprio essere che in aggiunta trasmette emozioni all'essere di un altro (o più) soggetti. Qui il nostro campo si restringe, già così ogni giorno la nostra produzione artistica subirebbe un crollo, rispetto alla precedente definizione. Allora mi permetto di aggiungere, che l'arte è espressione che genera emozione, e che questa emozione è lo stupore.
Lo stupore è la scossa della propria sfera mentale, un crollo di tutte le nostre certezze. Abbiamo la necessità di dare ordine e forma al caos da cui sgorga la nostra vita, lo stupore è quell'attimo in cui tutto l'ordine sparisce, ci rendiamo conto che siamo inseriti in un contesto così grande che non abbiamo gli strumenti per percepirlo. Siamo stupiti, tutto si blocca e ci godiamo quell'istante tra la contemplazione e l'oblio. Poi, i nostri meccanismi tornano in funzione, e ci forziamo a ordinare e inquadrare pure questa enorme emozione, la elaboriamo e quindi lo stupore diventa gioia, tristezza, angoscia e via dicendo. A ognuno di noi è capitato molte volte nella vita, maggiore è lo stupore, maggiore è l'intensità del momento e l'emozione che segue.

Ho divagato, lo faccio spesso, ma adesso torno al mio amato Jiu Jitsu. Anzi, torno con la testa ad una lezione di qualche sera fa. Stavamo guardando una tecnica, partendo da una posizione particolare. Non mi ricordo ne la tecnica ne la posizione. Ricordo solo che pensai: io li farei la talcosa (non ricordo nemmeno la talcosa). Nella mia testa, nel mio essere, era assolutamente logico e spontaneo, una volta in quella posizione fare la talcosa. Non c'era bisogno di pensare o capire, era così e basta. Invece il mio maestro fa un altro movimento. Diverso. In un ottica di giusto e sbagliato penso fossero entrambi corretti, la cosa che mi ha colpito è come da una situazione potessero nascere soluzioni così diverse, eppure così scontate per il singolo. Espressione. Espressione della propria biomeccanica, delle proprie tecniche precedentemente apprese, del proprio modo di guardare la vita (sono prudente e voglio sempre il massimo controllo? Sono disposto a prendermi dei rischi, anche grossi? Voglio porti sottopressione o aspetto che sia tu a commettere un passo falso?).
Quando ami veramente qualcosa, quella cosa diventa parte di te. Questo non significa che se ami tanto il Jiu Jitsu diventi un buon lottatore, purtroppo non basta. Però vuol dire arricchire la propria vita, renderla più ricca di un nuovo punto vista. E se inizi a guardare il mondo da una nuova angolatura, forse trovi nuovi modi e metodi per esprimerti. E se saprai esprimerti correttamente, forse, un giorno, creerai stupore ed emozioni in qualcuno. E allora ecco, che il Jiu Jitsu diventa arte.

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